Milano CentroToday

Apple Store in piazza Liberty, la proposta: "Si faccia il referendum". E l'assessore risponde

Dal blog I Hate Milano, su Affaritaliani, l'attacco frontale al nuovo negozio. Il team tira in ballo direttamente l'assessore alla partecipazione Lorenzo Lipparini e gli chiede di promuovere un referendum

L'elaborazione di UrbanFile della futura scalinata

Si farà un referendum sul nuovo Apple Store? E' solo un'idea, lanciata dal team di I Hate Milano per Affaritaliani. Si parla, ovviamente, dello store che si realizzerà in piazza Liberty, e che ha diviso i milanesi in favorevoli e contrari in modo netto. Apple aveva già provato ad aprire a Milano un suo negozio, partecipando al bando comunale per gli spazi ex McDonald's in Galleria Vittorio Emanuele. Ma la gara è stata vinta da Prada e il colosso degli Iphone e dei Mac ha dovuto "sedersi in panchina" e aspettare un altro momento propizio.

E il momento è poi arrivato con le trattative con Immobiliare Cinematografica, proprietaria degli spazi del cinema Apollo ma anche della piazza stessa. La Mela di Cupertino - tra conferme e smentite - ha portato a termine l'interesse ed ora l'Apple Store "incombe" sul centro di Milano.

"Incombe", perché alcuni sono preoccupati dell'eccessivo stravolgimento che piazza Liberty subirebbe con un Apple Store. Intendiamoci: nessun maxi-cubo come nel mitico store newyorkese della Fifth Avenue. Molti milanesi - anche quelli che, nella Grande Mela, vanno letteralmente "in pellegrinaggio" da Apple - si sono subito dichiarati contrari. Così, alla fine, sembra che il progetto finale sarà quello di un parallelepipedo con cascata e una grande scalinata al centro della piazza per accedere agli spazi commerciali. 

Anche questa ipotesi, tuttavia, ha scatenato reazioni piuttosto energiche. Come quelle di chi gestisce la pagina I Hate Milano nel sito Affaritaliani.it, che senza mezzi termini hanno parlato di «Milano prostituta di Apple» e di «prepotenza in piazza», argomentando che «si completa il processo di totale perdita di identità del centro di Milano», iniziato con la progressiva chiusura dei cinema e proseguito con la sostituzione delle botteghe storiche con i «negozi di moda un tanto al chilo».

Il tutto nell'era della burocrazia che usa stritolare il collo ai cittadini "normali", perché - come ricorda sempre I Hate Milano - «stupisce come il cittadino che voglia rendere abitabile una mansarda vada incontro alle pene dell'inferno, mentre ad Apple sia permesso di aprire un cratere in pieno centro e ribaltare una piazza come un calzino». E questa apparente contraddizione (qualunque cosa si pensi dell'Apple Store) in effetti sussiste.

Così I Hate Milano ha deciso di rivolgersi direttamente a Lorenzo Lipparini, assessore alla partecipazione ed esponente dei Radicali, per chiedergli di impegnarsi a promuovere un referendum cittadino: «Volete voi, milanesi, che ad una azienda privata sia concesso, in cambio di denaro, di chiudere una piazza e modificarla per sempre?» sarebbe il quesito che il team di I Hate Milano sottoporrebbe al voto.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

LA RISPOSTA DI LIPPARINI

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Milano, 'paziente covid positivo' attraversa la città con flebo e ossigeno: la performance

  • Incidente a Carpiano, scontro tra due auto piene di bambini: bimba di 7 mesi grave

  • Milano, ancora spari in via Creta: ragazzo di 32 anni gambizzato durante la notte, le indagini

  • Fanno esplodere la banca e scappano verso un campo rom: il bottino era di 60mila euro

  • Lo spettacolo della cometa Neowise, visibile a occhio nudo sopra Milano

  • Bollettino contagi coronavirus: a Milano trovate sei persone positive, 16 nella città metropolitana

Torna su
MilanoToday è in caricamento