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Centomila visitatori e set di tre film: l'anno record del Cimitero Monumentale di Milano

Il cimitero ospita le salme dei milanesi illustri e diversi capolavori di arte funeraria

Il Cimitero Monumentale

Sempre più meta turistica, quasi una attrazione. È stato visitato da quasi 100mila visitatori il Cimitero Monumentale di Milano, camposanto in cui riposano i milanesi più illustri e un vero e proprio museo di arte funeraria. I dati sono stati resi noti dall’assessore ai servizi civici Roberta Cocco. E se i visitatori sono stati sono 100mila gli eventi organizzati sono stati 252, 140 le passeggiate tematiche e 68 le visite scolastiche. E sempre nel 2019 il Monumentale è stato set cinematografico di tre film.

"È stato un anno straordinario per il Cimitero Monumentale - ha commentato l’assessore Cocco – e i numeri lo dimostrano. Siamo cresciuti esponenzialmente rispetto agli ultimi anni, offrendo un programma di eventi capace di attrarre un pubblico eterogeneo, dalla famiglia milanese al turista straniero, grazie alle nostre visite guidate e grazie anche a una campagna di comunicazione molto efficace. Il Monumentale è una ricchezza della città di Milano e da oggi ha un sito dedicato in cui trovare tutte le informazioni, le curiosità, consultare il calendario delle visite gratuite o conoscere i percorsi tematici per visitarlo in autonomia".

Il cimitero, inoltre, si è confermato come un set a cielo aperto. Gianni Amelio ha scelto i suoi viali per le riprese di alcune scene del film "Hammamet", sulla vita di Bettino Craxi; la "Good Day Films" per la serie "Gli Immortali-Artisti per sempre", ha girato alcune scene per l’episodio dedicato a Walter Chiari, che riposa nel Civico Mausoleo Palanti al Monumentale; al "The Family srl" ha girato alcune scene per l’episodio dedicato alla vita di Franca Sozzani all’interno della serie tv "Made in Italy".

Monumentale: tutti i progetti per valorizzare il cimitero

La valorizzazione del Monumentale passa anche attraverso la tutela, la conservazione e lo studio del suo patrimonio artistico. Per questo motivo nel 2018, dopo una selezione pubblica, lo storico d’arte Sergio Rebora è stato nominato curatore scientifico e artistico del Monumentale e, con l’aiuto di due catalogatrici, sta lavorando alla mappatura delle sepolture e le opere di maggiore rilevanza nel patrimonio architettonico-paesaggistico e storico-artistico del Monumentale. Un patrimonio che necessita di manutenzione e cura. Per questo motivo l’Amministrazione Comunale ha scelto di avvalersi di alcune collaborazioni di carattere scientifico.

La scuola di restauro dell'Accademia di Brera, inoltre, ha stretto un accordo con il Cimitero Monumentale per il restauro e la manutenzione ordinaria e straordinaria di beni di rilevanza culturale di pubblica proprietà. La convenzione, che è il naturale proseguimento di una collaborazione già avviata, è stata stipulata a luglio, ha validità 5 anni e prevede l’ultimazione dei lavori di restauro riguardanti 78 sculture conservate nei locali al piano terra e nel giardino interno della palazzina "Uffici" e la possibilità di inserire ulteriori lavori di restauro, di manutenzione ordinaria e straordinaria ed eventuali progetti di ricerca e valorizzazione dei beni.

Anche la Statale ha scelto di collaborare con il Monumentale: il Dipartimento di Chimica ha infatti proposto un progetto di ricerca che si basa sul prelievo e la caratterizzazione di croste nere di alcuni monumenti, causate dall’inquinamento atmosferico, per identificare prodotti idonei da utilizzare in seguito al restauro per evitare la formazione delle patine di degrado.

La facoltà di Scienze dei Beni culturali e di Storia e critica dell’arte, attraverso due stage curriculari, ha avviato un programma di mappatura dei ritratti in fotoceramica posizionati sulle lastre dei loculi ubicati nelle gallerie inferiori del Monumentale. Si tratta di manufatti di particolare pregio sia dal punto di vista iconografico, testimoniando l’effige di un personaggio defunto, sia dal punto di vista della storia della fotografia. Molte di queste fotoceramiche sono tra le più antiche conservate al Monumentale, datate tra gli anni 70 e 90 dell’800, e portano la firma di celebri ditte fotografiche.

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