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Il Comune lascerà gli uffici di Duomo e dintorni, tra cui le stanze di Craxi: 10 milioni in più di ricavo

Gli unici a non traslocare saranno i gruppi del consiglio comunale, in via Marino

L'attuale sede del Municipio 1 si affaccia su piazza del Duomo

Il Comune di Milano ha deciso di lasciare gli uffici (di sua proprietà) che ancora occupa in Galleria Vittorio Emanuele e in piazza del Duomo, pari al 26% degli spazi totali. L'obiettivo è quello di metterli a reddito: si potrebbero ottenere, secondo i calcoli dell'assessore al bilancio e demanio Antonio Tasca, almeno 10 milioni all'anno, che porterebbero a 50 milioni il reddito del Comune dovuto agli affitti degli spazi in zona. Una cifra ragguardevole, se si pensa che dieci anni fa il Comune incassava non più di 10 milioni.

Una cifra ragguardevole che, secondo Tasca e la giunta, vale il trasferimento di uffici e personale altrove. Ma prima bisogna trovare le sistemazioni alternative. Ora siamo in questa fase. Lo spazio forse più prestigioso e affascinante è oggi l'arengario lato pari di via Marconi, occupato dagli uffici del Municipio 1, con tanto di terrazza su piazza del Duomo: l'edificio è "gemello" dell'arengario oggi occupato dal Museo del Novecento.

Sempre sul lato sud di piazza del Duomo, in via Dogana 2 sono ospitati l'assessorato allo sport e diversi settori, tra cui la direzione turismo e marketing territoriale, il coordinamento dei servizi sociali, la direzione centrale delle politiche del lavoro e altri ancora. Dall'altra parte della piazza, al civico 21, lo stesso indirizzo della terrazza nota per la movida, trovano oggi posto gli uffici dell'arredo urbano, agricoltura e ambiente. 

Le stanze di Craxi

Al civico 19, invece, oggi ci sono le relazioni internazionale, la sicurezza sul lavoro e l'auditing interno. Ma soprattutto l'assessorato alla partecipazione e open data ospitato negli spazi che furono l'ufficio privato di Bettino Craxi quand'era leader del Partito Socialista. Gli arredi sono gli stessi dell'epoca in cui Bettino, da queste stanze, controllava la politica nazionale e riceveva i suoi ospiti. Tra cui anche, secondo le indagini giudiziarie, qualche tangente. Un'orma nel pavimento ricorda la vecchia disposizione della scrivania di Craxi, verso via Mercanti perché preferiva quella vista. E, pare, finestre a prova di proiettile.

Vanno infine segnalati gli uffici di via Foscolo 5, con il garante dell'infanzia e quello dei detenuti oltre alla direzione centrale cultura. Dall'operazione dovrebbero salvarsi soltanto gli uffici dei gruppi consigliari a Palazzo Marino, situati in via Marino 7, per la vicinanza alla sede del Comune.

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