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Teatro Lirico, slittano ancora i lavori. Ed è ancora incerto il gestore

Il Consiglio di Stato deve pronunciarsi sul ricorso di Stage Entertainment, che aveva vinto il bando ma era stato stoppato dal Tar. Fine lavori ad agosto

Un'immagine del nuovo Teatro Lirico

Non sarà giugno ma agosto la fine lavori per ridare vita al Teatro Lirico di via Larga, che nel frattempo è stato intitolato a Giorgio Gaber. Un ulteriore ritardo dovuto ad una variante ottenuta dall'impresa che sta eseguendo il restauro del teatro, la cui recente storia è costellata di rinvii e rinvii. A maggio 2017, le cronache milanesi riportavano che l'apertura sarebbe slittata da settembre 2017 a gennaio 2018. Poi un altro slittamento all'estate del 2018 a causa dell'amianto trovato durante i lavori, più di quanto ci si aspettava. E ancora, il rinvio al 2019, prima giugno e ora agosto.

Ma non è finita, perché la riapertura non sarà probabilmente immediata. Non è ancora detto, infatti, chi sarà il gestore del teatro. Sulla questione pende un ricorso al Consiglio di Stato (ultimo grado della giustizia amministrativa): i giudici si pronunceranno entro giugno. Il ricorso è stato presentato da Stage Entertainment (la stessa società che gestisce anche il Teatro Nazionale) che aveva vinto il bando del Comune salvo poi vedersi annullata l'aggiudicazione dal Tar a causa del ricorso del secondo classificato, l'ex patron dello Smeraldo Gianmario Longoni.

L'offerta di Stage Entertainment

Stage Entertainment aveva promesso almeno sei mesi all'anno di apertura al pubblico e un cartellone che spazi il più possibile tra i diversi generi musicali ("contemplati" musica classica, contemporanea, jazz, etnica, rock, pop, d’autore; opera lirica, contemporanea, operette, musical, commedie musicali, varietà, opera-rock), di teatro e danza (la prosa, i grandi classici, forme di cabaret, teatro-circo, danza moderna e contemporanea, balletto classico e moderno, teatro-fisico e teatro di movimento) e di cinema (film d’autore, film-opera, film musicali).

Rispetto a questa programmazione così ampia, la società aveva annunciato direttori artistici separati per ogni "specializzazione". Tra i nomi scelti, Renato Pozzetto (cabaret e comicità) e J Ax (musica leggera). Ma anche Roberto Favaro, musicologo, per la musica classica e lirica; Chris Baldock, coreografo, per la danza; Enrico Intra, pianista e compositore, per il jazz; e Chiara Noschese, attrice e cantante, per il teatro.

Da risolvere ora il nodo del gestore dopo che il Consiglio di Stato si sarà pronunciato. La data di effettiva inaugurazione slitterà probabilmente al 2020. Nel frattempo, sono aumentati i costi del restauro: dagli 8 milioni preventivati (trovati nel 2013 nel bilancio del Comune di Milano) si è saliti a 11,8 milioni di euro. 

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