Milano Centro Today

La contromossa di Macao: occupato Palazzo Citterio a Brera

I ragazzi del collettivo sciolgono il presidio in via Galvani e si dirigono in via Brera, dove entrano nel palazzo di proprietà del ministero che fa parte della "Grande Brera"

Il cortile interno di Palazzo Citterio (foto Edilfrair.it)

Il collettivo Macao ha sciolto il presidio di via Galvani, come annunciato, e ha occupato nelle prime ore del pomeriggio il Palazzo Citterio in via Brera 12. "Era il nostro obiettivo originario", hanno poi spiegato. "Si optò poi per la Torre Galfa per il suo valore simbolico e la sua palese rappresentazione delle contraddizioni della città".

I ragazzi di Macao (circa 300) si sono divisi in due gruppi e sono partiti da via Galvani. Hanno raggiunto il quartiere di Brera in metropolitana e sono entrati nell'edificio, che ha un ampio cortile interno e un giardino. Sembra che siano entrati senza forzare alcunché: il portone era chiuso ma sarebbe stato sufficiente spingerlo per aprirlo.

Palazzo Citterio è di proprietà del ministero dei Beni Culturali. Fa parte del progetto di riqualificazione della "grande Brera". Alcune parti dell'edificio sono state restaurate non molto tempo fa, ed hanno già ospitato mostre; altre parti sono invece in stato d'abbandono. Stefano Boeri ha chiesto subito ai ragazzi di liberare il palazzo, per via del progetto di riqualificazione previsto "dopo 20 anni di immobilismo".

Venerdì sera il gruppo di Macao si era recato (con una delegazione) all'assemblea organizzata dall'assessore Stefano Boeri all'ex Ansaldo e aveva declinato l'offerta dello spazio, ricevendo qualche critica anche da Dario Fo.

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di luca
    luca

    E' un atteggiamento assolutamente ipocrita e ridicolo. Via Tortona in una ex fabbrica no, via Brera in pieno centro in un palazzo storico si? Purtroppo si sta dimostrando l'atteggiamento che tutti non si auguravano, si vogliono semplicemente approfittare della giunta Comunale, e con atteggiamento ipocrita e arrogante, vogliono semplicemente occupare uno spazio pubblico di pregio, piuttosto che rispettare gli iter normali per ottenere legalmente uno spazio, come li aveva invitati a fare il Sindaco, spazio che magari poteva essere in periferia, o in una zona non certo di pregio come questa. Le simpatie che prima potevano ottenere da molti, adesso le perderanno.

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