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Furti da 50mila euro nel "loro" negozio di lusso in Montenapo: nei guai commessi e doorman

Uno dei dipendenti, il doorman, è stato arrestato. I due commessi sono stati denunciati

Uno dei dipendenti durante un furto

Uno di loro era arrivato in quel negozio proprio per garantire la sicurezza. Gli altri due, invece, erano lì da anni, tanti anni. Ad accomunarli, hanno accertato gli agenti, il vizietto di razziare il magazzino del "loro" locale. 

Gli agenti dell'Upg della Questura di Milano, diretti dal vicequestore José Maria Falcicchia, hanno arrestato un uomo e ne hanno denunciati altri due con l'accusa di furto. In manette è finito Mame Beye Thierno, cittadino senegalese - irregolare in Italia - di ventotto anni. Nei guai, insieme a lui, sono finiti anche due dipendenti - uno assunto ben dodici anni fa - della boutique Tom Ford di via Verri, pieno Quadrilatero della moda di Milano. 

A mettere gli agenti sulle tracce dei tre sono stati proprio i titolari del locale, che il mese scorso - dopo il classico inventario - hanno notato che erano spariti un portafogli, quattro cinture, otto borse e otto paia di occhiali per un valore totale di quasi 50mila euro. I poliziotti hanno immediatamente concentrato la loro attenzione su Thierno - a lavoro da Tom Ford come doorman, quei dipendenti che stanno alla porta e si occupano di sicurezza e di accogliere i clienti - che è poi risultato effettivamente responsabile dei furti.  

Video | Così i lavoratori rubavano nel loro negozio

video furto montenapo-2

Le immagini delle telecamere di sorveglianza, però, hanno smascherato anche altri due dipendenti infedeli, beccati a rubare - uno di loro in cinque occasioni - profumi e occhiali dal magazzino. 

Le manette per il ventottenne sono scattate il 7 dicembre sera, quando i poliziotti lo hanno fermato all'esterno di Celine, altra boutique di lusso di Montenapo. Addosso all'uomo, che aveva effettuato un servizio di sorveglianza nel negozio, gli agenti hanno trovato una borsa da tremila euro nascosta nel doppio fondo di una giacca. Non è escluso, anzi, che al prossimo inventario anche i titolari di Celine notino degli ammanchi tra la merce. 

Sia il doorman, sia i commessi - che guadagnavano oltre duemila euro al mese - sono stati incastrati dalle immagini, che li mostrano mentre si intrattengono nel magazzino e scelgono con cura quale articolo far sparire. 

L'operazione dei poliziotti si è conclusa mercoledì con le perquisizioni a casa dei due commessi e del doorman, nel cui appartamento sono stati trovati diversi articoli griffati Tom Ford. Il ventottenne, con alle spalle due richieste d'asilo respinte, era stato "inviato" alla boutique da un'agenzia che si occupa di sicurezza, la cui sede è stata già controllata. 

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