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Rinasce la Casa degli Artisti di corso Garibaldi: era stata sgomberata nel 2007

Il bando di gestione vinto da cinque associazioni. 11 atelier per gli artisti ospitati, attività dentro e fuori

Un'immagine della Casa degli Artisti

Riapre la Casa degli Artisti di corso Garibaldi 89/A: il 3 settembre è avvenuta la consegna dell'immobile alle cinque associazioni che hanno vinto insieme il bando del Comune di Milano: la capofila Zona K e poi That's Contemporary, Atelier Spazio Xpo', Nic Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia, come impresa sociale.

L'edificio ha una lunga storia: sorge nel 1909 per ospitare laboratori e atelier. La casa diventa di proprietà del Comune nel secondo dopoguerra. Il punto più alto si tocca con gli anni '70 quando la Casa degli Artisti viene frequentata da nomi come Jole De Sanna, Luciano Fabro o Hidetoshi Nagasawa, di fama internazionale. Nel 1988 un'ala dell'edificio viene occupata dal centro sociale Garibaldi. Lo sgombero è del 2007, quando la palazzina è in condizioni strutturali precarie. 

Video | Ecco la nuova Casa degli Artisti

La riqualificazione è iniziata nel 2015 ad opera di La Ducale, a scomputo di oneri di urbanizzazione per la realizzazione del vicino condominio privato al civico 95 di corso Garibaldi, a cui la società immobiliare ha aggiunto una sua donazione. La Casa degli Artisti conta 1.250 metri quadrati di spazi interni e 450 metri quadrati esterni, tra cui una parte a verde. I lavori sono stati effettuati su indicazioni della Sovrintendenza, che ha chiesto per gli interni di mantenere i mattoni a vista e le strutture originali in cemento armato (uno dei primi utilizzi di questa tecnica).

Le attività

Il piano terra sarà zona espositiva e di ristorazione. Il primo e il secondo piano, suddivisi in undici atelier modulabili, ospiteranno gli artisti in residenza. La Casa degli Artisti conferma la sua natura di bene pubblico, prezioso per la città e per il mondo artistico e dare vita a un centro di residenza, produzione e fruizione aperto alla città. Un luogo di incontro, riflessione e creazione con sguardo interdisciplinare e internazionale che vuole porre al centro della sua attività lo studio e il lavoro, sostenendo la pratica di artisti nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, digitali, applicate, del cinema, della fotografia, della letteratura e del pensiero.

Il programma di residenza, senza vincoli di età e nazionalità, offre agli artisti spazi di lavoro, supporto produttivo, tecnico e organizzativo per lo sviluppo e la realizzazione di progetti; mette a disposizione degli artisti un network di artigiani, aziende, istituzioni, collezionisti; promuove il loro lavoro attraverso studio visit, mostre personali e collettive, eventi performativi, talk, edizioni. Al programma si può accedere su invito e attraverso open call per un periodo che può variare da 3 a 12 mesi, in funzione delle necessità progettuali.

Casa degli Artisti offre un programma culturale annuale a carattere multidisciplinare che si svolge sia all’interno della struttura sia nello spazio pubblico. La programmazione, attenta ai movimenti del panorama culturale cittadino e internazionale, individua ogni anno un tema, un titolo che esprima un orientamento e faccia da comune denominatore a tutte le scelte progettuali.

Oltre all'esposizione delle produzioni degli artisti in residenza, ci saranno mostre ed eventi performativi di altri artisti, think-thank e incntri su argomenti teorico-pratici, progetti di formazione per professionisti del settore e per il pubblico, arte partecipata e diffusa, didattica, riqualificazione urbana artistica.

«Milano avrà di nuovo una casa dove gli artisti di tutto il mondo potranno lavorare, incrociare le proprie esperienze, allestire mostre. Sono stati anni di intenso lavoro, ma alla fine credo proprio che siamo riusciti a ricreare lo spirito e le finalità con le quali la Casa degli Artisti è stata ideata oltre un secolo fa: un luogo di cultura, e di promozione delle arti visive e non solo, ma anche un luogo aperto alla città e al quartiere», ha dichiarato Elena Grandi (Verdi), vice presidente del Municipio 1: «Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro condiviso di tutti i soggetti che hanno contribuito alla rinascita di questo edificio: che oltre ad essere un esempio unico nella nostra città, con i suoi grandi atelier illuminati da grandissime vetrate rivolte a nord così da consentire agli artisti di lavorare senza essere disturbati dai raggi diretti del sole, accoglierà nei suoi grandi spazi una parte importante della vita culturale cittadina».

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